Ricostruzione dei Villaggi Ucraini e AOC.UA
di Carlo Sarno
Villaggio Tradizionale Ucraino a Uman.
INTRODUZIONE
La ricostruzione dei villaggi ucraini attraverso i principi dell'architettura organica cristiana ucraina rappresenta una risposta culturale, ecologica e spirituale alla distruzione bellica. Questo approccio non si limita a riedificare pareti, ma unisce la tradizione sacra ortodossa e greco-cattolica rurale (la forte simbologia cristiana del territorio) con l'uso di materiali bio-edili nativi e forme integrate nel paesaggio, proteggendo l'identità locale dall'omologazione dei prefabbricati industriali.
I principi fondamentali di questo movimento di rigenerazione rurale si articolano in quattro dinamiche principali.
1. La filosofia della "Casa-Cosmo" e la sacralità del territorio
Nella tradizione dei villaggi ucraini, la pianificazione degli spazi non è mai stata puramente funzionale, ma profondamente legata alla spiritualità cristiana.
L'orientamento solare e liturgico: Proprio come le antiche chiese in legno dell'Ucraina centrale e dei Carpazi, le abitazioni e le strutture comunitarie vengono ricostruite orientando l'asse principale verso est (luce e risurrezione).
Integrazione topografica: L'architettura organica impone che gli edifici non dominino la natura, ma ne assecondino le curve naturali. Le nuove case e i centri di aggregazione nei villaggi di regioni storiche come la Nadrossya (regione di Kiev) vengono adagiati sui pendii e lungo i fiumi, ricreando quell'armonia visiva in cui la sagoma del villaggio e la cupola della chiesa locale formano un unico profilo continuo.
2. Bio-architettura e materiali nativi ("Eco-Vernacolo")
La ricostruzione organica rifiuta il cemento massivo e i materiali sintetici, prediligendo cicli produttivi a chilometro zero, rinnovabili e gestiti direttamente dalle comunità locali.
Mazanka e paglia-argilla: Viene recuperata la tecnica della mazanka (la tradizionale casa in terra cruda e paglia), rivisitata con moderni compositi di canapa e calce o blocchi di argilla alleggerita. Questi materiali offrono eccellenti proprietà termiche e sono considerati biologicamente sani ("vivi").
Legno e tetti vegetali: Si riutilizza il legno locale per le orditure portanti e i serramenti, rifiniti con coperture in paglia o scandole di legno (shingles), tipiche dell'architettura vernacolare e sacra ucraina.
3. Preservazione del Design Code regionale
Progetti innovativi guidati da studi di architettura ucraini (come il celebre costruttore digitale online RE:Ukraine Villages sviluppato da Balbek Bureau) mappano minuziosamente il DNA visivo dei singoli distretti prima di ricostruire.
Fregi e intagli lignei: Vengono riprodotti i tradizionali "merletti in legno" (lyshtvy) attorno alle finestre e sui cornicioni. Questi motivi ornamentali geometrici e floreali storicamente fondevano simboli agrari precristiani con la croce e l'iconografia cristiana.
Cromatismi simbolici: La scelta delle palette per gli intonaci e i dettagli (come il blu profondo e il grigio nella regione di Mykolaiv, o il bianco candido e l'ocra nel centro del Paese) rispetta la memoria storica collettiva e l'estetica spirituale del paesaggio rurale.
4. Il ruolo della Chiesa come fulcro della rigenerazione
Nelle aree rurali colpite, la parrocchia o il piccolo tempio di villaggio funge da cellula generatrice della ricostruzione architettonica e sociale.
Chiese ecologiche sotterranee e in legno: Si assiste alla costruzione di nuove strutture sacre emblematiche. Ad esempio, la consacrazione di basiliche che fondono archetipi antichi e soluzioni moderne (come le strutture ipogee o parzialmente sotterranee stabili, pensate anche per dare rifugio e curare le ferite della guerra).
Cantiere comunitario (Toloka): Il concetto tradizionale ucraino di toloka (il lavoro collettivo e gratuito della comunità per aiutare un vicino a costruire la casa) viene integrato dai sacerdoti e dagli attivisti per cementare la responsabilità sociale e insegnare ai giovani i segreti dell'eco-costruzione in argilla e legno
METODOLOGIA DELL'AOC.UA PER LA RICOSTRUZIONE DEI VILLAGGI UCRAINI
La metodologia applicata all'Architettura Organica Cristiana (AOC) per ricostruire i villaggi ucraini unisce la teologia dello spazio sacro rurale con le moderne pratiche di sostenibilità ecologica e bio-edilizia. Questo protocollo operativo non si limita a riparare i danni, ma riattiva il legame ancestrale tra la terra (zemlya), la comunità (hromada) e la fede, per preservare l'immagine organica del villaggio da standardizzazioni estranee alla cultura locale.
La metodologia si articola in cinque fasi e procedure operative ben definite.
1. Decodifica del "Design Code" Regionale e Configurazione Digitale
La ricostruzione parte da uno studio scientifico e morfologico del territorio rurale, replicando digitalmente le tradizioni costruttive locali.
Mappatura sul campo: Architetti e antropologi analizzano le case storiche e i resti dei complessi sacri della regione. Studi d'avanguardia (come l'iniziativa RE:Ukraine Villages di Balbek Bureau) scompongono l'estetica locale in schemi geometrici precisi per aree geografiche (es. Oblast di Kiev, Chernihiv o Dnipro).
Rilascio dei Kit di Autocostruzione: I dati raccolti alimentano configuratori digitali online. I cittadini colpiti ricevono gratuitamente un album tecnico in PDF completo di piante, disegni assonometrici, indicazioni sui materiali locali ed elementi decorativi storici. Questo evita la proliferazione di architetture anonime o prefabbricati standardizzati.
2. Geometria Sacra, Assialità e Orientamento Teocentrico
Nelle planimetrie organiche cristiane, la disposizione spaziale rispecchia l'ordine cosmico e liturgico bizantino-ruteno.
Orientamento solare-liturgico: Le abitazioni e le istituzioni pubbliche vengono disposte rispettando l'asse Est-Ovest. Le finestre principali e le facciate cercano la luce mattutina, simbolo teologico della Risurrezione.
Prospettive e Dominanti Paesaggistiche: Il villaggio viene pianificato affinché la chiesa rurale, o la cappella comunitaria, rimanga il punto focale visivo ed elevato (la "dominante" del paesaggio). L'altezza dei tetti delle case private segue l'andamento del rilievo collinare, degradando dolcemente per non ostruire la vista del campanile o del tempio.
3. Integrazione Tattile e Tecniche di Bio-Edilizia Autoctona
La scelta dei materiali obbedisce al principio organico secondo cui "la casa nasce dalla terra". Si impiegano cicli produttivi a impatto zero, sani per la persona e storicamente radicati.
La tecnica della Mazanka (Terra Cruda): Si impastano l'argilla locale, la paglia e la sabbia per erigere o isolare i muri portanti in legno. È un materiale fonoassorbente, traspirante e "vivo", che d'inverno trattiene il calore e d'estate rinfresca naturalmente l'ambiente.
Eliminazione degli elementi estranei: Viene bandita l'estetica sovietica o la successiva russa-sinodale (caratterizzata da tetti in lamiera lucida, cupole a cipolla tinte di blu neon o decorazioni prefabbricate sproporzionate). Si ritorna invece all'uso di scandole di legno (shingles), intonaci a calce stesi a mano e finiture protettive a base di oli naturali.
4. Semiotica e Simbologia Cristiana Ornamentale
La decorazione esterna non è un semplice abbellimento estetico, ma un linguaggio protettivo e identitario codificato.
Lyshtvy (Merletti in legno): Cornici intagliate a mano circondano porte e finestre. I falegnami riproducono croci stilizzate fuse con viti geometriche e motivi vegetali, che richiamano l'albero della vita e la simbologia evangelica.
Murales e Stucchi Identitari: Sulle facciate delle case in argilla (limpach) vengono dipinti motivi tradizionali e religiosi — come i grappoli d'uva (simbolo eucaristico) o figure geometriche a rombo (simbolo della terra fertile e della provvidenza divina), che riprendono stili celebri come la pittura di Petrykivka.
5. La Toloka: Il Cantiere Comunitario come Rito Sociale e Spirituale
La metodologia architettonica include anche una precisa dimensione antropologica e sociale per il lavoro di cantiere.
Il lavoro collettivo solidale: Si riattiva l'antica consuetudine ucraina della toloka, benedetta e coordinata dalle parrocchie locali. L'intero villaggio si raduna per innalzare, a turno, le case delle famiglie rimaste senza tetto.
Terapia sociale e coesione: Questo metodo trasforma la ricostruzione fisica in uno strumento psicoterapeutico collettivo. Il lavoro condiviso manuale e la preghiera sul cantiere aiutano la comunità a elaborare i traumi della guerra, ripristinando la dignità umana attraverso l'architettura.
LA MAPPA DEI CODICI DECORATIVI REGIONALI DELLE ARRE LIBERATE DELL'UCRAINA
L'esame della mappa dei codici decorativi e strutturali delle regioni liberate dell'Ucraina rivela una straordinaria diversità etnografica. Questa tassonomia visiva è stata meticolosamente documentata sul campo attraverso spedizioni di rilievo (come quelle guidate dal team di Balbek Bureau per il progetto RE:Ukraine Villages) per evitare che l'identità rurale venisse cancellata da una ricostruzione industriale e standardizzata.
La codificazione decorativa e architettonica delle principali macro-aree liberate ed esaminate si divide in quattro modelli regionali distinti.
1. Regione di Chernihiv e Nord-Est: Il Trionfo del Merletto Ligneo
La regione settentrionale di Chernihiv possiede uno dei codici decorativi più ricchi e complessi dell'intera Ucraina, fortemente influenzato dalla vicinanza alle foreste della Polesia.
Lyshtvy (Intagli alle finestre): Le cornici delle finestre sono veri e propri merletti di legno traforati a mano. I motivi geometrici includono rombi e stelle a otto punte (la Ruzha, antico simbolo solare cristiano della Vergine Maria).
Tetti e Frontoni (Pediments): I timpani delle case e delle cappelle rurali presentano intagli verticali e trafori decorativi ornamentali (ornamental rosettes). I colori d'elezione per gli elementi decorativi sono il bianco candido, il verde foresta e il marrone caldo, che staccano sulle pareti strutturali.
2. Regione di Kiev e Centro: L'Equilibrio della Tradizione e le Verande Vetrate
L'Oblast di Kiev, la prima area liberata a essere interamente mappata, mostra una transizione fluida tra l'uso del legno e i primi intonaci chiari.
Verande Vetrate (Ganochki): Elemento cardine delle case di questa regione è la veranda d'ingresso completamente finestrata con geometrie di vetro complesse (croci latine stilizzate o motivi a rombo formati dai listelli di legno dei serramenti).
Cornici lineari: Il decoro si fa più sobrio rispetto a Chernihiv, concentrandosi su modanature orizzontali e angoli decorati con piccoli rilievi geometrici stuccati a calce. La palette combina l'intonaco bianco opaco con infissi dipinti di azzurro cielo o verde pastello.
3. Regione del Dnipro (Dnipropetrovsk): Lo Stucco e la Pittura di Petrykivka
Nelle aree rurali centrali e orientali lungo il fiume Dnipro, il legno cede il passo alla terra cruda (limpach) e al mattone, modificando radicalmente il codice ornamentale.
Pittura Floreale Sacra: Questa regione è la culla della pittura di Petrykivka. Gli angoli esterni, i cornicioni e i contorni delle finestre delle case ricostruite riaccolgono affreschi tradizionali a base di pigmenti naturali. I motivi più ricorrenti sono i grappoli d'uva (simbolo cristiano di fertilità e dell'Eucaristia) e gli uccelli del paradiso.
Decori in rilievo e Piastrelle: I maestri muratori decorano gli angoli delle facciate cucendo mattoni a vista colorati (spesso inserti bianchi su strutture in mattone rosso) o applicando piastrelle ceramiche dipinte con forme a rombo.
4. Regioni Meridionali (Mykolaiv, Kherson, Odesa): Colori Marini e Frontoni Lisci
Il sud dell'Ucraina risente del clima steppico e costiero. L'architettura organica di queste zone si adatta alla scarsità di legname da costruzione.
La tavolozza cromatica: Il design code qui è dominato da forti contrasti di colore. I muri, protetti da spessi strati di intonaco argilloso lisciato, sono dipinti in tonalità di blu intenso, grigio pietra e verde acqua.
Forme geometriche essenziali: A causa del vento forte della steppa, le decorazioni sporgenti in legno sono rare. Il decoro si sposta sui dettagli strutturali: pilastri d'ingresso tozzi in pietra locale (calcare), frontoni lineari e cornicioni sagomati direttamente nello stucco, con piccoli intagli geometrici puri che proiettano ombre nette sotto la forte luce solare del sud.
ESEMPIO: SIMBOLI RELIGIOSI NEI FREGI LIGNEI DELLA POLESIA
I fregi lignei traforati della Polesia (Polissya), la regione boscosa e palustre del nord dell'Ucraina, custodiscono un linguaggio teologico visivo straordinario. In questa terra, l'architettura organica cristiana si esprime fondendo una cosmologia agraria antichissima con il dogma ortodosso, trasformando i contorni delle finestre (lyshtvy) e i timpani delle case in vere e proprie barriere spirituali di protezione.
L'analisi iconografica dei simboli sacri intagliati nei maestri artigiani della Polesia rivela quattro macro-categorie teologiche.
1. La "Ruzha" (Stella a 8 punte) e la Teologia della Vergine
La stella a otto punte è il motivo geometrico dominante nella carpenteria della Polesia.
Significato Teologico: Nella tradizione bizantina e slava, la stella a otto punte rappresenta l'Ottavo Giorno, ovvero l'eternità oltre il tempo della Creazione (i sette giorni della settimana). È anche il simbolo mariano per eccellenza, impresso sul maphorion (il velo) della Madre di Dio nelle icone.
Collocazione: Viene intagliata esattamente al centro del frontone superiore della finestra (cholyf), per indicare che la casa e i suoi abitanti vivono sotto la costante protezione (Pokrov) della Vergine Maria.
2. L'Albero della Vita (Derevo Zhyttia) e la Croce Fiorita
L'antico simbolo dell'asse del mondo viene reinterpretato in chiave puramente cristologica e biblica.
Significato Teologico: I maestri ebanisti della Polesia fondono l'albero cosmico con la Croce di Cristo, che nella teologia orientale non è solo strumento di morte, ma "Albero che dà la Vita" (Zhyvotvoryashchyy Khrest). Spesso i bracci della croce terminano con foglie, boccioli o tralci di vite, evocando il testo evangelico di Giovanni: "Io sono la vite, voi i tralci".
Collocazione: Si ritrova nei montanti verticali laterali dei fregi, simboleggiando una scala o un canale di grazia che connette la terra e il cielo.
3. La Viburnum (Kalyna) e la Vite Eucaristia
I fregi vegetali scorrono fluidi lungo i cornicioni e i bordi protettivi del tetto.
Significato Teologico: I grappoli d'uva simboleggiano direttamente l'Eucaristia e il sangue versato da Cristo. Nella Polesia, questo simbolo cristiano si affianca e si fonde spesso con le bacche di viburno (kalyna), pianta identitaria ucraina che nella cultura rurale simboleggia la bellezza del creato e il sacrificio redentivo della famiglia.
Collocazione: Questi fregi corrono continui sui listelli orizzontali delle finestre e sotto le gronde, avvolgendo l'edificio in una "corona" protettiva sacramentale.
4. Simboli Solari e di Risurrezione (I Rosoni Raggiati)
I cerchi concentrici, le mezzelune e i ventagli solari stilizzati sono diffusissimi e mostrano il passaggio armonioso dai vecchi simboli naturali al cristianesimo.
Significato Teologico: Il sole che sorge non è più inteso come la divinità pagana, ma riflette l'epiteto liturgico di Cristo come "Sole di Giustizia" (Sontse Pravdy) e l'Oriente eterno. Le onde orizzontali (kryvuli) intagliate sotto il sole richiamano l'acqua battezzata, lo Spirito Santo che purifica l'ambiente.
Collocazione: Occupano i timpani triangolari (gables) e i piccolissimi abbaini, i punti più alti della casa, per intercettare simbolicamente e materialmente i primi raggi solari dell'alba.
IL SIGNIFICATO TEOLOGICO DEI COLORI DEGLI INTAGLI LIGNEI
La tavolozza cromatica applicata agli intagli lignei della Polesia e delle altre regioni ucraine non risponde a criteri puramente estetici. Nella tradizione dell'architettura organica rurale, il colore è un'estensione della teologia dell'icona bizantina: ogni pigmento steso sul legno traduce visivamente un dogma cristiano, trasformando la facciata della casa in una professione di fede visibile a tutta la comunità (hromada).
L'analisi dei significati teologici dei colori utilizzati nei fregi traforati si articola in quattro codici cromatici fondamentali.
1. Il Bianco Candido: La Luce Increata e la Purezza
Il bianco è il colore strutturale e decorativo più diffuso nei villaggi dell'Ucraina centrale e settentrionale.
Significato Teologico: Rappresenta la Luce Increata della Trasfigurazione, la purezza assoluta e la santità. Nel contesto della ricostruzione post-bellica, il bianco evoca la Risurrezione e il rinnovamento spirituale: la vita che ricomincia immacolata dalle ceneri della distruzione.
Applicazione: Viene utilizzato per dipingere le lyshtvy (le cornici delle finestre) affinché la luce del sole, attraversando l'intaglio bianco, entri nella casa caricandosi simbolicamente di grazia divina.
2. L'Azzurro e il Blu Cielo: La Trinità e la Protezione Mariana
Il blu e le sue sfumature cerulee dominano gli infissi e i dettagli decorativi, specialmente nelle regioni centrali e meridionali.
Significato Teologico: È il colore della Madre di Dio (Pokrov - la Protezione della Vergine) e del Regno dei Cieli. Nella teologia orientale, l'azzurro rappresenta anche l'umanità assunta in cielo e il mistero divino.
Applicazione: I maestri ebanisti applicano l'azzurro sui fondali degli intagli (le parti scavate del legno) per far risaltare il rilievo bianco. Questo contrasto simboleggia l'unione tra la terra e il cielo, ponendo la casa sotto il manto protettivo mariano.
3. Il Verde Foresta: Lo Spirito Santo e la Rigenerazione della Vita
Profondamente legato all'identità boschiva della Polesia, il verde è un colore cardine dell'architettura organica.
Significato Teologico: Nella liturgia ortodossa e greco-cattolica, il verde è il colore della Pentecoste e dello Spirito Santo, definito "Datore di Vita" (Zhyvotvoryashchyy). Simboleggia la speranza, la fioritura spirituale e la vittoria della vita sulla morte e sulla distruzione.
Applicazione: Viene steso sui fregi a motivo vegetale, come i tralci di vite, le foglie di quercia e i rami di viburno (kalyna), per rimarcare la sacralità della natura e la rinascita del villaggio attraverso la forza dello Spirito.
4. Il Rosso e l'Ocra Terrosa: Il Sacrificio Redentivo e la Terra
Questi pigmenti, storicamente ricavati da argille locali e ossidi di ferro, creano un legame viscerale con il suolo.
Significato Teologico: Il rosso è il colore del sangue di Cristo versato per la Redenzione, del fuoco dello Spirito Santo e del martirio. L'ocra rappresenta la terra (zemlya) da cui l'uomo è stato tratto e che Dio ha benedetto.
Applicazione: Il rosso accende i dettagli più piccoli e significativi dell'intaglio, come i cuori stilizzati, i chicchi dei grappoli d'uva eucaristici o le bacche di viburno, ricordando il prezzo del sacrificio e la sacralità del suolo natio.
CODICE CROMATICO E RECUPERO CHIESE UCRAINE
L’applicazione del codice cromatico teologico nella ricostruzione e nel restauro critico delle chiese in legno ucraine (tserkvas) non è un semplice esercizio di storicizzazione. Si tratta di un protocollo militante volto a eliminare le stratificazioni forzate dell'era zarista e sovietica (come le lamiere industriali o le vernici acriliche blu neon estranee alla tradizione locale) per restituire ai complessi sacri la loro pelle organica e il loro simbolismo originario.
L'analisi di tre casi di studio recenti e significativi sul territorio ucraino evidenzia l'applicazione rigorosa di questo codice cromatico.
1. La Chiesa di San Michele Arcangelo a Isai (Regione di Lviv)
Costruita originariamente nel 1663 nella regione storica dei Boiko, questa rarissima struttura a tre livelli ha beneficiato di un imponente restauro conservativo.
Il recupero dell'Ocra e del Legno Vivo: I restauratori hanno rimosso i rivestimenti chimici protettivi moderni per trattare i tronchi di quercia e abete esclusivamente con cera d'api e olio di lino cotto. Questo restituisce l'ocra dorata naturale del legno vergine, legando la struttura alla terra rurale e lasciando che le venature biologiche partecipino alla consistenza "viva" del tempio.
Il Bianco liturgico negli interni: Sulle pareti interne e sui giunti tra i tronchi d'asse è stata applicata pura calce spenta biologica (vapno). Questo bianco candido non solo esalta la luce naturale che filtra dalle piccole finestre, ma isola l'iconostasi originale del XVII secolo in una cornice visiva che evoca la Luce Increata della Trasfigurazione.
2. La ricostruzione della Chiesa della Trinità a Zhovkva (Patrimonio UNESCO)
Questo capolavoro dell'architettura lignea ucraina è diventato un cantiere scuola per la protezione e il ripristino dei cicli pittorici tradizionali minacciati dal conflitto.
L’uso dell'Azzurro Mariano sul fondo degli intagli: Nel restauro degli elementi traforati esterni e del nartece (pryntsin), i maestri d'arte hanno applicato un pigmento azzurro polvere ottenuto da polveri minerali e latte di calce. Questo fondo azzurro è stato steso unicamente nelle parti scavate delle modanature, lasciando i rilievi a traforo nel colore naturale del legno o in bianco.
Effetto Teologico: Il contrasto cromatico stacca visivamente l'intaglio geometrico dal muro portante, creando l'illusione ottica che la decorazione sacra (le stelle e i rosoni raggati) sia "sospesa nel cielo", richiamando la teologia del Pokrov (la Protezione della Madre di Dio).
3. I progetti di ricostruzione nei villaggi della Polesia (Regioni di Kiev e Chernihiv)
Nei villaggi liberati del nord, dove l'invasione ha distrutto piccoli luoghi di culto e santuari domestici rurale, la ricostruzione organica si affida alle linee guida degli ecomusei e dei collettivi di architettura vernacolare.
Il Verde dello Spirito Santo e della Rinascita: In diverse cappelle lignee di nuova generazione, i listelli orizzontali e le cornici intagliate che proteggono i cornicioni vengono trattati con pigmenti naturali a base vegetale di tonalità verde foresta. Questo colore sostituisce sistematicamente le vecchie finiture industriali sintetiche e sancisce, sul piano teologico, la purificazione del luogo tramite lo Spirito Santo e la vittoria della vita rurale sulla distruzione della guerra.
TABELLA RIEPILOGATIVA
Ecco una tabella riepilogativa che riassume la metodologia, i codici cromatici e i simboli teologici dell'Architettura Organica Cristiana Ucraina (AOC.UA) applicata alla ricostruzione dei villaggi:
| Macro-Regione | Elemento Chiave / Tecnica | Simbolo Teologico Principale | Palette Cromatica e Significato | Impatto nella Ricostruzione post-bellica |
|---|
| Chernihiv e Nord-Est (Polesia) | Lyshtvy (merletti in legno traforati a mano) e timpani decorati. | Ruzha (Stella a 8 punte: Ottavo Giorno, eternità e protezione mariana). | Bianco Candido (Luce Increata, purezza e Risurrezione) su legno naturale. | Sostituisce i prefabbricati industriali con il recupero dell'artigianato boschivo identitario. |
| Kiev e Centro (Nadrossya) | Ganochki (verande d'ingresso completamente vetrate con geometrie a croce). | Albero della Vita / Croce fiorita (Cristo come sorgente di linfa e rinascita). | Azzurro e Blu Cielo (Il velo protettivo della Vergine - Pokrov). | Fornisce kit di autocostruzione digitali gratuiti per i cittadini delle aree liberate. |
| Dnipro (Dnipropetrovsk) | Strutture in terra cruda (limpach) e muri in mattone a vista decorati. | Grappoli d'uva e uccelli (Pittura di Petrykivka: Eucaristia e fertilità della terra). | Rosso e Ocra Terrosa (Il sangue del sacrificio redentivo e la sacralità del suolo). | Riattiva la Toloka (cantiere comunitario e solidale) come terapia sociale contro il trauma. |
| Sud (Mykolaiv, Kherson, Odesa) | Spessi intonaci ad argilla e calce con frontoni lisci resistenti al vento. | Rosoni Raggiati e onde (Cristo come Sole di Giustizia e l'acqua del Battesimo). | Blu Profondo e Grigio Pietra (Contrasto marino, stabilità e rigenerazione). | Utilizza materiali a chilometro zero (calcare e terra) per una ricostruzione ecologica e autogestita. |
ESEMPIO: RICOSTRUZIONE DI UNA CASA RURALE UCRAINA
L’esame di una planimetria tipo di una casa rurale ucraina (khata) ricostruita secondo i dettami dell'architettura organica cristiana rivela come lo spazio domestico non sia una mera sequenza funzionale, ma una vera e propria trascrizione della teologia bizantino-rutena. L'asse solare ed ecclesiologico Est-Ovest governa l'intera disposizione geometrica, dividendo l'abitazione in zone di "luce" (spiritualità, accoglienza) e zone di "servizio".
Ecco la scomposizione assiale e funzionale di una planimetria tipo di una khata contemporanea in terra cruda (mazanka):
[ EST / ORIENTE ]
(La Luce Increata - La Risurrezione)
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| SVYATYI KUT | SVITLYTSYA |
| (Angolo Sacro / | (Soggiorno Bianco / |
| Le Icone) | Spazio della Luce) |
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|_______ _____________|___________ _________|
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| | | PICH | | |
| | | (La Grande Stufa | | |
NORD | SPAL | | in Argilla) | | GANOCH SUD
| NYA | | | | (Veranda |
| (Zona | |____________________| | Vetrata |
| Notte) | | d'Ingresso |
| | ZINY / SINI | |
| | (Atrio / Filtro del | |
| | Mondo Esterno) | |
|_________|_______________________|_________|
___________________________________________
| |
| KOMORA / HOSPODARSTVO |
| (Dispensa / Zona Tecnica) |
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[ OVEST / OCCIDENTE ]
(Il Tramonto - La Protezione)
1. L'Asse Est (Oriente): Lo Spazio dello Spirito e della Luce
L'Oriente è il punto cardinale teocentrico. In questa porzione della casa si concentra la vita comunitaria e spirituale della famiglia.
Svyatyi Kut (L'Angolo Rosso o Sacro): Collocato nell'angolo più a Est del soggiorno (Svitlytsya). È il baricentro spirituale della casa. Qui vengono disposte le icone familiari, adornate con i rushnyky (gli asciugamani rituali ricamati). Chiunque entri nella casa rivolge lo sguardo prima a questo angolo, segnandosi con la croce.
Svitlytsya (Il Soggiorno Bianco): Le finestre principali di questa stanza sono orientate a Est e a Sud per catturare i primi raggi del mattino (il "Sole di Giustizia"). Le pareti interne sono rifinite in pura calce bianca per riflettere e amplificare la luce solare, simboleggiando la purezza liturgica.
2. Il Centro: Il Cuore della Casa e l'Elemento Terrestre
L'incrocio degli assi ospita il motore termico e vitale dell'abitazione rurale organica.
La Pich (La Stufa in Argilla): Costruita interamente in terra cruda e mattoni refrattari secondo la tradizione vernacolare, la stufa è posizionata al centro della pianta. Sul piano teologico e antropologico, rappresenta l'altare domestico del fuoco e del nutrimento. Divide la zona giorno dalla zona notte e diffonde il calore in modo radiante e biologico a tutte le stanze, fungendo anche da giaciglio caldo per la notte.
3. L'Asse Ovest (Occidente): Il Filtro e la Protezione dal Mondo
L'Ovest, associato liturgicamente al tramonto e alla vigilanza contro le insidie terrene, ospita le zone di transizione, stoccaggio e riposo.
Ziny / Sini (L'Atrio d'Ingresso): È lo spazio filtro strutturale. Protegge l'interno termicamente e spiritualmente dal mondo esterno. Chi entra compie qui il passaggio dal profano al sacro della casa.
Komora (La Dispensa / Zona Tecnica): Posizionata sul lato Ovest o Nord-Ovest, funge da barriera termica contro i venti freddi. Conserva i frutti della terra (grano, conserve, sementi), simboleggiando la provvidenza divina che sostiene la famiglia durante l'inverno.
Spalnya (La Zona Notte): Le camere da letto sono protette, rivolte verso Nord-Ovest, per garantire il silenzio e l'oscurità necessari al riposo, lontane dalla stimolazione della luce mattutina diretta.
4. L'Asse Sud: La Ganoch (La Veranda Vetrata)
La Ganoch: È il porticato o veranda completamente finestrato orientato a Mezzogiorno. Funziona come una serra solare passiva (principio di architettura organica moderna). Sul piano simbolico, le sue vetrate a grata lignea creano giochi di ombre a forma di croce, accogliendo gli ospiti in uno spazio luminoso che celebra l'ospitalità cristiana ucraina.
DALLA CASA ALLO SPAZIO PUBBLICO DEL VILLAGGIO
Lo scorrimento di scala dalla dimensione privata della casa (khata) a quella pubblica del centro comunitario o della piccola parrocchia di villaggio costituisce il fulcro urbanistico della ricostruzione organica ucraina. Questo processo non espande gli edifici in modo indefinito, ma applica il principio della proporzione frattale rurale: i moduli liturgici e bioclimatici della casa vengono moltiplicati o combinati attorno a una corte centrale, riproducendo su scala collettiva la medesima armonia spirituale della pianta residenziale.
L'espansione e l'adattamento dello schema planimetrico si articolano in quattro dinamiche strutturali.
1. La Parrocchia rurale come evoluzione della "Casa-Cosmo"
Nello scaling verso la parrocchia di villaggio (tserkva), l'asse liturgico Est-Ovest da domestico diventa monumentale, assorbendo la funzione della Stufa centrale (Pich) nella sacralità dell'Altare.
[ EST / ORIENTE ] (Luce Increata)
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| ALTARE |
| (Ex Pich / Fuoco Sacro) |
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| ICONOSTASI |
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| NAVE |
| (Aula dei Fedeli / Svitlytsya) |
NORD | | SUD
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| NARTECE |
| (Atrio d'Ingresso / Sini) |
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| PRONAO / PORTICATO |
| (Veranda / Ganoch) |
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[ OVEST / OCCIDENTE ] (Tramonto)
L'Altare come evoluzione della Pich: Nella casa rurale il baricentro termico e vitale è la stufa; nella chiesa, questa centralità energetica e spirituale slitta a Est e si trasforma nell'Altare. Il calore radiante non è più solo fisico ma sacramentale.
La Navata (Svitlytsya estesa): L'aula dei fedeli eredita dal soggiorno bianco le grandi aperture a Sud e a Est. Le pareti, trattate rigorosamente con spessi intonaci a calce stesi a mano, creano un'acustica ovattata e riflettono la luce diurna esaltando i pigmenti azzurri mariani e ocra dell'iconostasi.
Il Nartece (Sini) e il Pronao (Ganoch): La veranda d'ingresso vetrata della casa diventa il porticato esterno della parrocchia. Questo spazio funge da camera di compensazione climatica ed ecclesiastica, accogliendo la comunità prima dell'ingresso nel tempio.
2. Il Centro Comunitario come "Corte Multifunzionale"
Per i centri culturali e di riabilitazione sociale nei villaggi liberati (come i modelli RE:Ukraine Community Hub sviluppati da Balbek Bureau), la planimetria residenziale viene scalata scompattando le stanze in padiglioni indipendenti disposti a corte aperta.
[ NORD / VENTI FREDDI ]
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| BLOCCO AMMINISTRATIVO E SERVIZI |
| (Ex Komora / Barriera Termica) |
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| BIBLIOTECA | | AULA EVENTI |
| E LABORATORI | | (Svitlytsya Scalata) |
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OVEST |_______ _________| |_______ _____________| EST
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| | | CORTE | | GANOCH |
| TRING | | CENTRALE | | (Porticato |
| (Zona | | (La Piazza/ | | Vetrato di |
| Filtro | | Toloka) | | Connessione)|
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| CENTRO DI RECUPERO E PSICOTERAPIA |
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[ SUD / LUCE E CALORE ]
La Svitlytsya diventa Aula polivalente: Il grande soggiorno domestico si espande in una sala assembleare orientata a Est. Viene utilizzata per le riunioni della comunità (hromada), eventi culturali e l'amministrazione dei servizi di assistenza.
La Komora diventa Barriera Termica: I locali di deposito e gli uffici d'archivio vengono spostati sul lato Nord e Nord-Ovest dell'hub per proteggere la corte centrale dai venti freddi, ricalcando l'esatto comportamento termico della dispensa nella khata.
La Ganoch come spina di connessione solare: Una lunga galleria vetrata orientata a Sud collega i diversi padiglioni (amministrazione, biblioteca, sale di terapia). Questo corridoio funziona da serra solare passiva accumulando calore termico d'inverno e distribuendolo ai blocchi attigui.
3. Soluzioni costruttive organiche per grandi luci
Per scalare la pianta senza ricorrere a pilastri in cemento armato o leganti sintetici, la bio-architettura ucraina adotta espedienti ingegneristici della tradizione carpenteristica polesiaca e dei Carpazi:
Capriate a forbice e incastri a coda di rondine: Per coprire le grandi luci delle aule parrocchiali o dei centri sociali, si utilizzano legnami locali (abete o quercia) assemblati a secco. La flessibilità degli incastri lignei tradizionali assorbe le vibrazioni e le sollecitazioni esterne meglio delle strutture rigide.
Murature in Canapa-Calce (Hempcrete) e Argilla: Le pareti perimetrali dei centri comunitari, pur essendo più spesse di quelle di una casa (fino a 50-60 cm), mantengono la stessa composizione traspirante. Questo garantisce un isolamento biologico eccellente, un abbattimento drastico dei costi di riscaldamento e una salubrità interna fondamentale per i locali ad alta frequentazione.
4. La Corte come spazio della "Toloka" permanente
Al centro dell'hub comunitario o sul sagrato della parrocchia, la planimetria organica prevede sempre uno spazio aperto centrale privo di pavimentazione cementizia, sostituita da pietra locale drenante e manto erboso. Questo spazio è il teatro della toloka rurale: qui la comunità si riunisce per deliberare, organizzare i turni di ricostruzione del villaggio, distribuire gli aiuti e celebrare le festività liturgiche, cementando visivamente e fisicamente l'unione tra architettura e coesione sociale.
SINTESI DI CONCETTI E RELAZIONI
Ecco una sintesi concettuale delle relazioni e delle dinamiche che legano la ricostruzione dei villaggi ucraini ai principi dell'Architettura Organica Cristiana Ucraina (AOC.UA), strutturata per mostrare come la tecnologia e la tradizione sacra rurale cooperino nella rinascita post-bellica.
[ TRADIZIONE SACRA RURALE ] [ INNOVAZIONE TECNOLOGICA ]
(Teologia dell'Icona, Assi Liturgici) (Algoritmi, RE:Ukraine Villages)
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[ REINTEGRAZIONE DEL "DESIGN CODE" REGIONALE ]
(Preservazione delle identità visive e storiche)
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[ LA PROPORZIONE FRATTALE RURALE ]
(Dalla Khata privata all'Hub Parrocchiale Collettivo)
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[ IL CANTIERE RIGENERATIVO DELLA TOLOKA ]
(Lavoro comunitario, Materiali bio-edili nativi)
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[ GUARIGIONE PSICOSOCIALE ED ELABORAZIONE DEL TRAUMA ]
1. I Concetti Chiave
Teocentrismo Spaziale (Asse Est-Ovest): La planimetria (sia domestica che pubblica) rispecchia l'ordine cosmico e liturgico bizantino. L'Oriente riceve la luce (Risurrezione) ospitando l'Angolo Sacro delle icone (Svyatyi Kut) o l'Altare ecclesiale; l'Occidente protegge e fa da filtro (Sini / Komora).
Materialismo Biologico ("Vivo"): Rifiuto dell'omologazione industriale e chimica del cemento. Si usano unicamente materiali nativi, sani e traspiranti tratti dalla terra rurale: la mazanka (terra cruda, paglia e argilla), la calce spenta biologica, la canapa (hempcrete) e il legno massello trattato con oli naturali.
Design Code Etnografico e Dogmatico: L'ornamento non è una scelta di stile, ma una barriera spirituale e identitaria. I fregi lignei traforati della Polesia (lyshtvy) convertono simboli geometrici in dogmi (la stella a 8 punte Ruzha come Ottavo Giorno/Manto Mariano; la croce fiorita come Albero della Vita).
Proporzione Frattale: Il modulo bioclimatico e teologico della casa privata (khata) si espande e si moltiplica geometricamente attorno a una corte aperta per dare vita ai centri comunitari e ai complessi parrocchiali (RE:Ukraine Community Hub).
La Toloka come Rito: Il lavoro collettivo, gratuito e solidale coordinato dalle parrocchie locali. Trasforma l'atto edile in un'azione ecclesiastica, sociale e psicoterapeutica contro i traumi della guerra.
2. Mappa delle Relazioni Metodologiche
Digitale vs. Rituale: Strumenti come RE:Ukraine Villages (Balbek Bureau) offrono un'efficienza traumatica immediata, ricostruendo in 3D le case distrutte in pochi clic e fornendo kit di autocostruzione gratuiti. Tuttavia, l'interfaccia rischia di secolarizzare il simbolo e isolare l'utente davanti allo schermo.
Sintesi Intergenerazionale: La relazione ottimale si attiva quando la tecnologia fa da ponte. I giovani muovono l'algoritmo sullo schermo (precisione del futuro) e gli anziani orientano le scelte estetiche e storiche (spiritualità del passato), sanando la frattura generazionale del villaggio.
Forma vs. Liturgia: Mentre il software puro cataloga l'identità rurale da una prospettiva etnografica e visiva, l'Architettura Organica Cristiana (AOC) esige che la forma rimanga legata alla vita devozionale, alla preghiera sul cantiere e all'inserimento simbiotico della struttura nella topografia unica del suolo.
MANIFESTO DELLA RIGENERAZIONE ORGANICA RURALE
Linee guida per i progettisti impegnati nei villaggi liberati dell’Ucraina
Questo manifesto stabilisce i principi operativi per gli architetti, gli ingegneri e i pianificatori chiamati a ricostruire le comunità rurali colpite dalla guerra. La ricostruzione non deve limitarsi a fornire alloggi d'emergenza industriali, ma deve guarire il trauma collettivo riattivando il legame tra la terra (zemlya), la comunità (hromada) e la fede, fondendo la teologia spaziale cristiana con l'avanguardia della bio-edilizia digitale.
1. Il Territorio è Sacro: Rispetto dell'Asse Teocentrico
Orientamento Solare Liturgico: Ogni nuova planimetria domestica (khata) o pubblica deve essere governata dall'asse Est-Ovest. L'Oriente e il Mezzogiorno appartengono alla luce e alla vita liturgica; l'Occidente funge da filtro termico e protezione.
Preservazione delle Dominanti Visive: La parrocchia o la cappella rurale deve rimanere il fulcro visivo ed elevato del villaggio. Nessun edificio privato deve sovrastare o ostruire la linea visiva che connette la comunità al campanile.
Integrazione Topografica: È vietato spianare artificialmente il terreno con il cemento. Le strutture devono adagiarsi sulle curve naturali dei pendii e lungo i corsi d'acqua, assecondando la morfologia biologica del paesaggio rurale.
2. La Pelle della Casa: Esclusività dei Materiali Vivi
Ritorno alla Terra Cruda (Mazanka): Bandire i leganti sintetici e l'uso massivo di cemento. Si deve ricorrere a materiali nativi a chilometro zero, traspiranti e biologicamente sani: argilla locale, paglia, calce spenta e compositi in canapa (hempcrete).
Foreste d'Identità: Utilizzare legname autoctono (quercia, abete) trattato unicamente con oli vegetali e cera d'api. Le coperture devono recuperare l'uso delle scandole in legno (shingles) o dei tetti vegetali, rifiutando le lamiere industriali lucide.
Isolamento Passivo Organico: Sfruttare la veranda vetrata (ganoch) orientata a Sud come serra solare passiva. Questo corridoio bioclimatico deve riscaldare naturalmente i moduli adiacenti, abbattendo la dipendenza energetica del villaggio.
3. L'Ornamento è Professione di Fede: Tutela del Design Code
Decodifica Rigorosa del DNA Locale: Il progettista ha l'obbligo di studiare il codice decorativo specifico del distretto (es. il merletto ligneo a Chernihiv, lo stucco ceramico a Poltava). È vietato importare stili standardizzati o estranei alla storia della macro-regione.
Il Simbolo come Protezione Dogmatica: Gli intagli delle finestre (lyshtvy) e i frontoni non sono elementi di "stile" intercambiabili. I motivi della stella a otto punte (Ruzha), dell'Albero della Vita e della vite eucaristica vanno integrati come linguaggio teologico e identitario permanente.
Cromatismo Iconografico: Applicare la tavolozza dei colori nel rispetto della teologia dell'icona bizantina. Il bianco calce (Luce Increata), l'azzurro polvere (Manto Mariano) e il verde foresta (Spirito Santo) devono guidare le finiture, rifiutando le colorazioni acriliche e neon sintetiche.
4. Proporzione Frattale: Modularità Sociale e Parrocchiale
Accrescimento Organico dei Servizi: I centri parrocchiali e sociali (Community Hubs) devono essere progettati non come blocchi massicci, ma come una costellazione di padiglioni geometrici flessibili che abbracciano una corte aperta.
La Corte come Spazio Sacro: Ogni centro sociale o parrocchia deve gravitare attorno a un sagrato o a una piazza centrale in terra battuta o pietra drenante. Questo spazio deve rimanere inedificato, concepito come il teatro permanente della democrazia rurale e della vita ecclesiastica.
5. Il Cantiere come Terapia: Attivazione della Toloka
Democratizzazione del Progetto: Il progettista deve utilizzare i software parametrici (come RE:Ukraine Villages) come uno strumento di dialogo e non come un'imposizione. L'output deve essere un album tecnico in PDF gratuito con schemi e grafici preliminari, leggibile e accessibile a tutta la comunità.
La Sintesi Intergenerazionale: Organizzare i laboratori di configurazione digitale unendo i giovani (che governano il software) e gli anziani (custodi della memoria storica e delle tecniche artigianali), trasformando lo schermo in un ponte affettivo.
Edificare la Comunità, non solo le Mura: Il cantiere deve essere impostato sul principio tradizionale della toloka (lavoro collettivo e solidale coordinato dalla parrocchia). La ricostruzione fisica della casa del vicino deve coincidere con la ricostruzione psicologica del tessuto sociale, trasformando l'impasto manuale dell'argilla e la preghiera sul sito in un rito collettivo di elaborazione del trauma bellico.
ESEMPIO: WORKSHOP COMUNITARIO PER LA RICOSTRUZIONE DI UN VILLAGGIO
Questo schema operativo è concepito per un workshop comunitario di 3 giorni da svolgersi direttamente nei locali di una parrocchia o in un centro sociale d'emergenza di un villaggio liberato. L'obiettivo è fondere la precisione del configuratore digitale, la sacralità della liturgia rurale e la manualità della bio-edilizia, trasformando la pianificazione in un percorso di guarigione collettiva e riattivazione sociale (Toloka).
SCHEMA DEL WORKSHOP: "DAL COMPUTER ALLA TERRA"
Durata: 3 Giorni (Venerdì - Domenica)
Sede: Parrocchia rurale del villaggio / Sagrato all'aperto
Partecipanti: Intera comunità rurale (Anziani custodi della memoria, Giovani, Bambini, Sacerdote locale e Team di Architetti/Facilitatori).
GIORNO 1: LA MEMORIA E L'ORIENTAMENTO (L'Asse dello Spirito)
Focus: Riconnessione emotiva con il territorio, preghiera di inizio cantiere e impostazione dei parametri sacri.
Mattina (Ore 09:00 - 12:00) — La Benedizione dello Spazio e il Cerchio dei Ricordi:
Apertura Liturgica: Il sacerdote celebra una breve preghiera di benedizione (Molyben) sul sito o sui ruderi del villaggio, invocando la protezione dello Spirito Santo sul lavoro di ricostruzione.
Mappatura Emozionale: Gli architetti stendono una grande mappa cartacea del villaggio. Gli anziani e le famiglie appongono contrassegni colorati per indicare dove sorgevano le case storiche, gli alberi monumentali, i sentieri millenari e i dettagli identitari andati perduti.
Pomeriggio (Ore 14:00 - 17:00) — Studio sul Campo dell'Asse Solare:
Rilievo dell'Ombra e della Luce: La comunità si sposta sui lotti da ricostruire. Sotto la guida dei progettisti, si studia fisicamente l'andamento del sole per stabilire l'orientamento rigoroso Est-Ovest.
Individuazione delle Dominanti: Si verifica visivamente che nessuna nuova volumetria pianificata vada a oscurare la vista della Chiesa o della Cappella del villaggio.
GIORNO 2: LA SINTESI INTERGENERAZIONALE (Il Cantiere Digitale)
Focus: Utilizzo guidato del software RE:Ukraine Villages e codificazione teologica dei colori e dei fregi.
Mattina (Ore 09:00 - 13:00) — Laboratorio di Configurazione "Nipoti e Nonni":
Postazioni Digitali: Vengono allestiti computer o tablet nel nartece della chiesa o sotto un tendone.
Accoppiamento Generazionale: I giovani del villaggio governano fisicamente il mouse e l'interfaccia di RE:Ukraine Villages. Gli anziani siedono accanto a loro dettando i parametri storici: "La nostra khata aveva il tetto a quattro falde", "Le finestre nella nostra regione erano azzurre".
Algoritmo Identitario: Il software elabora le combinazioni parametriche in tempo reale, traducendo i ricordi verbali in modelli 3D scientificamente proporzionati.
Pomeriggio (Ore 14:30 - 18:00) — Scelta dei Fregi e dei Colori Sacramentali:
Focus Group sui Simboli: Il sacerdote e gli architetti guidano la comunità nella scelta dei dettagli decorativi dal catalogo del software.
Si analizza il significato teologico prima di confermare la scelta sulla piattaforma: la stella Ruzha (Manto Mariano) o i tralci di vite (Eucaristia) per le cornici delle finestre (lyshtvy).Validazione della Palette: Si bloccano sul software le combinazioni di bianco calce, blu mariano e verde rigenerazione, escludendo i materiali plastici industriali.
GIORNO 3: LA MATERIA E LA SOLIDARIETÀ (La Toloka Fisica)
Focus: Download del PDF esecutivo, impasto rituale della terra cruda e festa comunitaria.
Mattina (Ore 09:00 - 13:00) — Dalla Stampante alla Terra e il Cantiere Scuola:
Consegna dell'Album Tecnico: Gli architetti stampano e consegnano solennemente schemi e grafici preliminari gratuiti generati dal software alle famiglie e al consiglio parrocchiale. Il progetto virtuale preliminare diventa un documento ingegneristico reale.
Avvio della Toloka (Impasto dell'Argilla): Ci si sposta all'aperto nella Corte Centrale pianificata. Sotto la guida degli anziani (esperti storici della materia) e degli ecologisti, l'intero villaggio — compresi i bambini — inizia a impastare a piedi nudi l'argilla locale, la paglia e l'acqua per preparare i blocchi di mazanka o gli intonaci termici. Il lavoro manuale è intervallato da canti tradizionali ucraini.
Pomeriggio (Ore 14:30 - 17:30) — Condivisione e Agape Fraterna:
Il Pranzo Comunitario: Le tavolate vengono allestite sul sagrato. La parrocchia offre il pranzo a tutti i partecipanti, celebrando la fine del workshop.
Patto di Ricostruzione: Il workshop si chiude con un momento di preghiera comunitaria attorno ai primi blocchi di terra cruda essiccati al sole.
Ogni partecipante firma simbolicamente una copia del Manifesto della Rigenerazione Organica.
Il testo della PREGHIERA ECUMENICA E COMUNITARIA, strutturato secondo la tradizione liturgica rurale ucraina (ortodossa e greco-cattolica), da leggere solennemente la domenica pomeriggio a conclusione del workshop, prima della firma del Patto di Ricostruzione attorno ai primi blocchi di terra cruda (mazanka).
PREGHIERA PER LA RIGENERAZIONE DELLA COMUNITÀ
E DEL TERRITORIO
(Da recitarsi sul sagrato o nella corte centrale del villaggio,
tenendosi per mano attorno alla terra impastata)
Sacerdote / Guida:
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Assemblea:
Amen.
Sacerdote / Guida:
Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, Tu che sei il supremo Architetto dell'universo e la Pietra Angolare della nostra vita, volgi il Tuo sguardo su di noi, figli di questa terra (zemlya). Ci raccogliamo oggi davanti a Te tra le ferite e le ceneri del nostro villaggio, ma con i cuori colmi della speranza che sorge dall’Oriente, il Tuo Sole di Giustizia.
Benedici questo Patto di Ricostruzione che stringiamo oggi davanti al Tuo altare e davanti ai nostri fratelli. Benedici i disegni che abbiamo tracciato, le linee orientate verso la Tua luce, e i simboli della croce e della Vergine Maria che abbiamo scelto per proteggere le nostre case. Fa' che ogni linea tracciata sia una professione di fede nella Tua Risurrezione.
Assemblea:
Signore, ascolta la nostra preghiera e rigenera la nostra casa.
Un anziano del villaggio:
Signore, Tu che hai tratto l’uomo dal fango della terra, benedici questa argilla, questa paglia e questo legno che le nostre mani hanno impastato e toccato in questi giorni. Sono i frutti fertili del nostro suolo natio. Ti preghiamo: dona stabilità alle nostre mura, trasforma la materia in un rifugio caldo e sicuro per i nostri figli, e proteggi le nostre dimore dalle insidie del freddo e della violenza. Fa' che queste case, nate dalla Tua creazione, respirino della Tua grazia.
Assemblea:
Signore, benedici la materia e santifica il nostro lavoro.
Un giovane del villaggio:
Spirito Santo, Consolatore e Datore di Vita, Tu che a Pentecoste hai rinnovato la faccia della terra e che sei simboleggiato dal verde dei nostri boschi e dei nostri fregi, scendi su questa comunità (hromada). Ti preghiamo per la nostra gioventù e per i nostri anziani: unisci la nostra memoria con la nostra forza. Cancella i traumi della distruzione, sana i cuori spezzati dal dolore e infondi in noi la sapienza per edificare non solo mura di pietra e legno, ma un tempio vivente di pace, solidarietà e accoglienza rurale.
Assemblea:
Spirito Santo, guarisci le nostre ferite e infondi in noi la Tua forza.
Sacerdote / Guida:
O Santissima Madre di Dio, Vergine del Pokrov, Tu che con il Tuo manto azzurro proteggi l'Ucraina intera da ogni male: noi poniamo sotto la Tua custodia la nostra Toloka, il nostro lavoro collettivo e fraterno. Ti promettiamo oggi, davanti al Tuo Figlio, di non lasciare nessun vicino indietro, di ricostruire la casa di chi ha perso tutto con la stessa dedizione con cui orneremmo il Tuo tempio. Che la stella a otto punte impressa sul Tuo velo e intagliata sulle nostre finestre vigili sul sonno e sulla pace di questo villaggio risorto.
Per le preghiere dei nostri santi padri e di tutti i protettori della nostra terra, concedici la fermezza, la pazienza e l'amore per portare a compimento quest'opera.
Perché Tuo è il Regno, la Potenza e la Gloria, nei secoli dei secoli.
Assemblea:
Amen.
A questo punto, la comunità intona un canto tradizionale di ringraziamento o l'inno ecumenico "Bozhe Velykyi, Yedynyi" - "Dio Grande e Unico, proteggi l'Ucraina". Successivamente la comunità procede alla firma del Patto per la Rigenerazione Organica del Villaggio Ucraino sul tavolo allestito accanto ai materiali, sancendo l'impegno reciproco a ricostruire le case del villaggio ucraino una dopo l'altra, senza trascurare nessun abitante, nel rispetto di Dio e del Creato.